Non grandi sistemi. Non startup da milioni.
Piccole cose utili, fatte bene, per le persone reali.
Vengo da una curiosità che non mi ha mai lasciato in pace. Ho iniziato cercando di capire come funzionano le cose, smontandole, facendole ripartire, a volte rompendo qualcosa nel processo. Col tempo quella curiosità è diventata lavoro. Oggi mi occupo di far funzionare sistemi e persone. Metto ordine dove c’è confusione, trovo soluzioni quando qualcosa si blocca, costruisco strumenti che rendono la vita un po’ più semplice a chi li usa. Non mi interessa apparire brillante. Mi interessa che le cose funzionino davvero. Quello che mi accende è vedere un’idea prendere forma, passare da “forse” a “funziona”.
Quello che voglio costruire è qualcosa che abbia senso, non solo qualcosa che giri su un computer. Mi piacerebbe creare strumenti utili, concreti, che aiutino le persone a fare meglio quello che fanno ogni giorno. Non sopporto le complicazioni inutili, le regole senza motivo, il tempo perso per abitudine. Però continuo a fare quello che faccio perché quando qualcosa finalmente funziona, quando un progetto prende forma o qualcuno migliora grazie a un sistema che hai costruito, capisci che ne vale la pena. Quando non sono davanti a uno schermo mi piace allenare, lavorare con le persone, vedere crescere chi parte indietro. Mi interessa il potenziale nascosto. In fondo faccio sempre la stessa cosa: prendo qualcosa che sembra fragile o confuso e provo a renderlo solido.
Cercava i quiz degli anni passati per esercitarsi. Li trovò sparsi ovunque: 15 siti diversi, alcuni a pagamento, altri sepolti in gruppi Telegram dove dovevi supplicare per essere ammesso.
Così ho fatto la cosa più semplice che potevo fare: ho costruito un posto dove tenerli tutti. Gratis, organizzati, aperti. All’inizio era solo per lei. Poi ho capito che il problema non era solo suo. Oggi chiunque può contribuire, chiunque può studiare. Niente account, niente pubblicità.
Come una biblioteca dove tutti portano libri e chiunque può prenderli.
Un database di domande in formato JSON su GitHub, con script Python che usano l'AI di Google (Gemini) per generare nuovi quiz dai PDF dei libri. GitHub Actions valida ogni contributo automaticamente prima di accettarlo.
Cosa fa esattamente la chiamata di sistema fork()?
Nessun dato condiviso · tutto gira sul tuo browser
Ho cercato un calcolatore online da mandargli. Ne ho trovati venti, tutti uguali: ti chiedono la mail, il numero di telefono, vogliono richiamarti per "valutare insieme la tua situazione finanziaria".
Ho costruito Mutuo Sereno: metti i numeri, vedi i numeri. Fine. Niente form, niente dati da lasciare, niente consulenti che ti chiamano il sabato mattina. I calcoli restano sul tuo computer.
Come avere un amico commercialista, quello che ti dice la verità, non quello che vuole venderti qualcosa.
Tutto gira nel browser: nessuna chiamata a server, nessun dato inviato. Formula classica dell'ammortamento alla francese, con scenari paralleli per confrontare tassi diversi e stress test sui tassi variabili.
Docker è come avere tanti piccoli ambienti isolati dentro il tuo computer, ognuno fa una cosa sola e non disturba gli altri. Una cosa geniale. Ma gestirli richiedeva di ricordare decine di comandi lunghi e scriverli ogni volta nel terminale.
tockerdui è il pannello di controllo che mancava: vedi tutto quello che sta girando, lo gestisci con i tasti freccia. Niente da memorizzare, niente da digitare. Come il cruscotto di un'auto invece di alzare il cofano ogni volta.
Scritto in Python. Gira nel terminale. Non ha bisogno di nient'altro.
Un'interfaccia TUI (terminal user interface) costruita con le API di Docker. Naviga tra container, immagini, volumi e reti con la tastiera. Monitoring in tempo reale di CPU e RAM, log interattivi con ricerca, supporto Docker Compose integrato.
L'utente deve scegliere tra centinaia di opzioni. Una lista a tendina è frustrante. Un campo libero lascia spazio agli errori. Ogni volta dovevo ricostruire la stessa logica da capo: suggerisci mentre digito, completa con Tab, gestisci i casi limite.
Così ho costruito il componente una volta sola, fatto bene, e lo riuso ovunque. Digiti due lettere, lui trova le corrispondenze e ti mostra il completamento in grigio — premi Tab e il campo si compila da solo.
Come il completamento automatico che già conosci su Google, ma dentro le mie app.
Un componente React con hook dedicato. Supporta completamento con Tab, navigazione con frecce, tre modalità di enforcement (libero, segnalazione errori, blocco), callback async per suggerimenti da server e una versione extended con event log integrato.
Digita un paese — premi Tab per accettare il suggerimento
Se hai trovato qualcosa di interessante, se hai un'idea, se vuoi collaborare o anche solo fare due chiacchiere. Rispondo sempre!